Sciogliamo le contraintes

Se avete avuto la fortuna (e, sinceramente, lo speriamo) di scoprire e sfogliare il numero 12 di Arabica Fenice, vi sarete certo accorti di quanto questo numero sia un poco più criptico dei precedenti.

In nota al Bicchiere d’acqua, spiegavamo che qui, nel blog ufficiale dei Menestrelli di Jorvik, avremmo svelato, o (più etimologicamente corretto) sciolto le contraintes; ogni contenuto del numero 12 – a tema Regole – di Arabica Fenice, doveva rispettare una regola formale in più, scelta dall’autore stesso.

Siete riusciti, nella lettura, ad individuarle?

Piattino: ogni paragrafo comincia con una lettera, seguendo l’ordine alfabetico.
Tazzina: ha la struttura di un foglio illustrativo di un medicinale.
Chicco: è costruito con l’uso del technopaignion, ovvero il testo con la sua disposizione rievoca un’immagine.
Polvere: all’apparenza è una prosa, ma in realtà è scritta in versi; la prima parte in endecasillabi, la seconda in novenari, la terza in settenari.
Aroma: la spiegazione è situata nell’ultimo paragrafo del testo stesso.
Caffè: composto da tre racconti posti in relazione di causa-effetto fra di loro; il primo ha il suo fondamento nel secondo, il secondo nel terzo e il terzo nel primo.
Correzione: ogni personaggio ha un proprio stile differente da quello del narratore. La struttura della fiaba implica di per sé l’infrazione di una regola.
Latte: non si utilizza né il verbo essere né il verbo avere.
Cioccolatino: riprende le tre concezioni del fare presenti nel Caffè ponendole al negativo, e scambiando così tra loro anche le conseguenze da esse derivate; il tutto nella struttura di una tenzone di tre sonetti.
Zucchero: il disegno contiene un elemento estratto da ogni testo presente nella rivista.
Cucchiaino: elogio del caos come ribaltamento del concetto di regola.
Fondi di caffè: testo poetico composto secondo la struttura del sonetto inglese.

Anche le fotografie rappresentano nei loro contenuti solo linee rette e/o spezzate.