Menestrelli di Jorvik

Associazione Culturale | "Non vogliamo conquistare il mondo. Vogliamo rendere il mondo un posto un po' più degno di essere conquistato."

Dedicato a chi vive per scrivere…o scrive per vivere.

“Il poeta, il vero poeta, possiede l’arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. Il difficile non è elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere della penna. Non è neppure andar dritto su una linea continua e talvolta interrotta da vertigini effimere quanto la cascata di una virgola o l’ostacolo di un punto. No, il difficile, per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all’altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure per qualche istante, dalla corda dell’immaginazione. In verità, il difficile è diventare funambolo della parola.”

Maxence Fermine | “Neve”

 
Annunci

Sciogliamo le contraintes

Se avete avuto la fortuna (e, sinceramente, lo speriamo) di scoprire e sfogliare il numero 12 di Arabica Fenice, vi sarete certo accorti di quanto questo numero sia un poco più criptico dei precedenti.

In nota al Bicchiere d’acqua, spiegavamo che qui, nel blog ufficiale dei Menestrelli di Jorvik, avremmo svelato, o (più etimologicamente corretto) sciolto le contraintes; ogni contenuto del numero 12 – a tema Regole – di Arabica Fenice, doveva rispettare una regola formale in più, scelta dall’autore stesso.

Siete riusciti, nella lettura, ad individuarle?

Piattino: ogni paragrafo comincia con una lettera, seguendo l’ordine alfabetico.
Tazzina: ha la struttura di un foglio illustrativo di un medicinale.
Chicco: è costruito con l’uso del technopaignion, ovvero il testo con la sua disposizione rievoca un’immagine.
Polvere: all’apparenza è una prosa, ma in realtà è scritta in versi; la prima parte in endecasillabi, la seconda in novenari, la terza in settenari.
Aroma: la spiegazione è situata nell’ultimo paragrafo del testo stesso.
Caffè: composto da tre racconti posti in relazione di causa-effetto fra di loro; il primo ha il suo fondamento nel secondo, il secondo nel terzo e il terzo nel primo.
Correzione: ogni personaggio ha un proprio stile differente da quello del narratore. La struttura della fiaba implica di per sé l’infrazione di una regola.
Latte: non si utilizza né il verbo essere né il verbo avere.
Cioccolatino: riprende le tre concezioni del fare presenti nel Caffè ponendole al negativo, e scambiando così tra loro anche le conseguenze da esse derivate; il tutto nella struttura di una tenzone di tre sonetti.
Zucchero: il disegno contiene un elemento estratto da ogni testo presente nella rivista.
Cucchiaino: elogio del caos come ribaltamento del concetto di regola.
Fondi di caffè: testo poetico composto secondo la struttura del sonetto inglese.

Anche le fotografie rappresentano nei loro contenuti solo linee rette e/o spezzate.

Self-publishing psicologico

Scrive Mirella Appiotti, sull’inserto TuttoLibri de La Stampa di oggi, che il nuovo mondo del self-publishing riserva “[…] sorprese a cascata, dopo il fenomeno Amanda Hocking, 27enne da Minneapolis, alla quale il suo fantasy Switched, non proprio letteratura, postato su Kindle, ha fruttato dal 2010 oltre un milione di copie a 2,99 dollari. Né parliamo solo di America, da dove approda anche in versione italiana lulu.com/it, 1000 titoli nuovi al giorno […]” e come Mondadori stia lanciando la propria piattaforma online, per non abbandonare questa consistente porzione di mercato a concorrenti quali Amazon ed e-shop in generale.

Sembra che l’editoria sia, questa volta, ben più che toccata dal self-publishing. Vent’anni fa chiunque poteva ottenere la pubblicazione del proprio libro; pagava – sonoramente – la stampa delle centinaia di copie che desiderava, le riceveva e poi… e poi le teneva in casa, perché entrare nel circuito editoriale in qualità di Signori Nessuno è, nella pratica, impossibile. Sarebbe un po’ come se io, oggi, raccogliessi qualche decina di casse di mele dal mio giardino e cercassi di convincere l’Esselunga a venderle, in barba ai suoi fornitori; probabilmente, mangerei strudel per molti, molti mesi.

Oggi il metodo s’è modificato con l’evolversi del web, ed il successo in fieri è la dimostrazione che si tratta ben più di una possibilità editoriale differente. Si tratta di mentalità e costume.

“1000 titoli nuovi al giorno” sulla versione italiana di Lulu: è una cifra esorbitante. Chiunque, senza dover sborsare migliaia di euro, ma soltanto pubblicando un file digitale su un sito web e mettendolo a disposizione per l’acquisto, può far conoscere ad un pubblico vastissimo il proprio capolavoro nascosto, evitando la mediazione (e il giudizio) dell’editore.

Non si può non vedere in ciò il punto d’arrivo del nostro vivere Internet: qualsiasi pensiero, più o meno articolato, più o meno ben reso, può essere immediatamente reso disponibile e, in un certo senso, passatemi il termine, eternato. Non importa più l’avere una riflessione sul proprio pensiero, una “gestazione” intellettuale che lo approfondisca, anche lo rimetta in discussione, lo migliori; no, oggi il nostro elaborato cerebrale “grezzo” viene posto su Facebook, Twitter, su un qualsiasi blog e, oggi, anche in un e-book. L’importanza del contenuto che si pubblica scema, soppiantata dall’ansia di esserci, di esserci comunque, anche lasciando errori concettuali e refusi dietro di sé.

Il combattere per migliorarsi, per raggiungere, anche con difficoltà, un obiettivo, è temuto; non riusciamo più a vedere l’opportunità di crescita insita nell’antitesi della triade hegeliana della vita. Per questo ciò che, in questo caso, scriviamo è già di per sé perfetto e non merita il giudizio di un editore o i consigli di un editor; è già adatto alla pubblicazione con un click.

I Menestrelli di Jorvik non condividono questa deriva: su Arabica Fenice non è mai “buona la prima”, non è mai “io ci sono” o “dico perché dico”. Arabica Fenice è per tutti, perché vorrebbe comunicare “con” tutti e non “a” tutti, ma, forse snobisticamente, non c’è posto per tutti; prima, bisogna dimostrare di avere qualcosa da dire, e bene.
Ed Arabica Fenice è qui anche per essere un contraltare alla frenesia di dire senza pensare che il web ci ha inculcato.

Perché siamo stati viziati da piccoli, con l’illusa certezza di poter avere e di poter essere; ed oggi siamo viziati con la certezza di poter parlare – ma, nel baccano dello starnazzare di sette miliardi, con la sicurezza di non essere mai ascoltati.

Andrea Collivignarelli

Risveglio

Oggi, un giorno scandito da gocce di pioggia e da nubi uggiose, osiamo risvegliare il nostro blog dal suo sonno perdurato per ben un anno e mezzo. Chiaramente, in questo lungo periodo, molto è successo ai Menestrelli di Jorvik e ad Arabica Fenice; ma non è soltanto per raccontarlo che abbiamo deciso di rompere il silenzio (qui, almeno: non abbiamo mai taciuto, in realtà).

Oggi, una malinconica giornata di marzo, osiamo ricominciare a parlare anche su questo blog, con forza rinnovata, perché abbiamo ormai capito che qualcosa sta avvenendo.
Dai primi, difficoltosi numeri, Arabica Fenice è cambiata, è migliorata, s’è messa in discussione; e s’è fatta conoscere. Proprio la settimana appena trascorsa ha visto l’uscita del numero 11 a tema Alieno e, ieri sera, i Menestrelli sono stati ospiti a Siamo in onda, il salotto radiofonico del sabato sera di Punto Radio, continuando una collaborazione che dura da diversi mesi. Non passa giorno che non riceviamo nuovi apprezzamenti, nuove visite, che conosciamo (e, gioia più grande, scopriamo) nuovi autori e lettori.

Oggi dico tutto ciò non per uno squallido desiderio d’autoglorificazione, ma, piuttosto, per mostrare alcuni dei dati, dei segni che credo significhino davvero qualcosa.
Ovvero, anche in questo piccolo appezzamento di mondo sta tornando vivo l’interesse (a lungo anestetizzato) per ciò che non è soltanto immanente materialità, il vivere cieco, vuoto, consumistico, fine a se stesso, che si reitera nel gretto quotidiano; dopo decenni di volgarità, qualunquismo, ignoranza (da Montecitorio alla televisione di largo consumo) in cui siamo stati affogati, forse sta nascendo il desiderio di opporvisi e recuperare quel po’ di intelligenza cui si è finora abdicato.

Ed è per questo che ci si è innamorati, ci si innamora e ci si continuerà ad innamorare di Arabica Fenice, bellezza ed intelligenza fuse nell’anima amara di un caffè che risveglia.

A presto.

Serata al Meltin’Pop

Ecco le foto della presentazione di Arabica Fenice al Meltin’Pop di Arona.

Serata al Blues Cafè

I Menestrelli di Jorvik vi invitano ad una serata di lettura al Blues Cafè di Novara, viale Achille Grandi 18. Dalle 19:00 in poi, venerdì 16 luglio, potrete gustare i testi della nostra rivista Arabica Fenice e i meravigliosi cocktail, tutti a base di caffè, preparati appositamente per questa occasione!

La Fenice vola nella rete

http://arabicafenice.altervista.org/arabica_fenice/download.html

Questo è il link per scaricare gratuitamente la versione cartacea di Arabica Fenice, la rivista letteraria dei Menestrelli di Jorvik.

A breve ospiteremo nel blog i primi racconti dei lettori, per il momento attendiamo tutti i vostri commenti!

Foto presentazione Arabica Fenice

Ecco qualche foto della presentazione di Arabica Fenice che si è svolta al Cortile Cafè di Novara.

Arabica Serata

Ieri si è tenuta la prima serata di lettura dei Menestrelli di Jorvik legata alla promozione e alla distribuzione di Arabica Fenice.
Per maggiori informazioni:
arabica fenice

Sappiate che, secondo i presenti eravamo in più di 15.000, secondo la questura eravamo 4, e secondo me… Secondo me eravamo tutti soddisfatti di un bellissimo incontro.

Alla prossima.

Federico Ruysch

ha preso il volo

Ieri sera, presso Il Cortile Café di Novara hanno preso il volo le prime 50 copie di Arabica Fenice

C’è ancora, però, una piuma che manca al nostro magnifico volatile, quella piuma, non siamo noi a poterla inserire.

Arabica Fenice non è e non vuole essere la riflessione solitaria di un gruppo di intellettuali autoreferenziali. Arabica è un costrutto collettivo, sorretto dall’amore di molti

Dunque invitiamo te, solitario navigante che, di link in link sei giunto a leggere queste righe mosso da amor di scrittura, a inviarci le tue opere all’indirizzo:
menestrelli.jorvik@gmail.com

Un un gioco non è divertente, se fatto da solo.
Come tutti i giochi, però, le regole sono necessarie.

I testi devono essere spediti in formato .doc/.rtf/.txt e non devono superare le 4000 battute

Arabica Fenice è un bimestrale composto da 28 pagine, va da sè che potrà ospitare pochi testi, solo quelli che più si adattano a lei.

Il web, per fortuna, ci offre uno spazio ben più ampio e questo blog ospiterà tutti i racconti considerati meritevoli.

Tutti quanti, infine, riceveranno una mail privata con i commenti e i consigli dei Menestrelli di Jorvik

Questo non è un concorso, non si vince nulla, se non la possibilità di un incontro letterario, uno scambio di idee e un sogno da sognare tutti insieme

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: